domenica 19 febbraio 2012

Google Friend Connect chiude... embè???

Giorni fa girovagavo senza una meta precisa tra un blog e l'altro inseguendo i link di follower di amici di conoscenti etc etc... quando, sulla home di Fabrizia, vedo capeggiare la scritta a caratteri cubitali "Google Friend Connect chiude". La cosa mi incuriosisce, anche perchè il blog di Fabrizia sembra davvero seguitissimo ed il fatto che lei abbia sacrificato uno spazio così importante della home page per questa notizia deve in qualche modo significare qualcosa. Leggo, approfondisco, ma la mia poca dimestichezza con tutto ciò che è Social (in rete, intendo) non mi aiuta. 

Che sarà mai questo Friend Connect? Ma serve? E' così grave la sua chiusura? In realtà non credo di aver mai sfruttato questo servizio, almeno in modo cosciente, ma forse ne sono stato involontario fruitore per il solo fatto di aver aggiunto qualche blog all'elenco di quelli che seguo... forse con qualche semplice ed inconsapevole click sono divenuto uno degli ignari utilizzatori di Friend Connect e, cosa più grave, mi renderò conto della sua importanza solo nel momento in cui non ci sarà più. Friend Connect, forse, è un po' come l'atomo... tu puoi anche non conoscerlo e non sapere nulla di lui e della sua esistenza, ma lui conosce te e fa parte della tua vita in ogni momento. Se da domani "Qualcuno" decidesse di eliminare l'atomo, probabilmente eliminerebbe anche me, il mio blog, i miei follower e quelli che, consapevoli o meno, hanno utilizzato Friend Connect (e l'atomo stesso...)


Che fare? Non lo so; se non capisco cosa qual'è la malattia, figuriamoci come potrei decidere una cura. La strada sembrerebbe quella di utilizzare Google+. Se inserisco il profilo G+ di una persona nelle mie cerchie e questa persona pubblica nella sua pagina G+ l'aggiornamento del blog, io ne vengo immediatamente informato. Dal punto di vista tecnico funziona, l'ho provato con alcuni blogger presenti su G+ e la mia bacheca si è arricchita delle segnalazioni dei loro nuovi post; però è un po' laborioso perchè costringe ad un passaggio in più, la pubblicazione di un breve messaggio sulla bacheca G+.
Staremo a vedere, se sono rose, fioriranno.  

Friend Connect, Google+, follower, cerchie, bacheca... che mal di testa, per oggi sarà meglio se chiudo, magari ci si rilegge domani quando spiegherò come aggiungere il proprio Badge G+ alla pagina del blog.


Badge G+... che sarà mai??? Mah!



lunedì 13 febbraio 2012

Parsons Dance

Più tempo passa e maggiori sono le conferme alla mia teoria secondo cui lo sport fa male anche se, anzichè praticarlo, lo segui solo come spettatore.

In questo caso la conferma mi è arrivata dal bellissimo spettacolo di danza moderna Parsons Dance visto al Teatro Politeama di Genova. Un'ora e mezza in cui otto giovani atleti si sono esibiti in un'alternanza di acrobazie e passaggi lenti, accompagnati da musiche dal ritmo incalzante e da brani, come Nascimiento, capaci di trasmettere allegria e spensieratezza. Ho scritto atleti non a caso, dire semplicemente "ballerini" potrebbe non descrivere con esattezza la forza e l'energia che i ragazzi hanno saputo trasmettere durante e loro evoluzioni sul palco.


Guardare uno spettacolo di questo tipo fa male perchè, per quanto tu possa essere antisportivo, almeno per una frazione di secondo, la tua mente viene attraversata dal pensiero "come mi sarebbe piaciuto essere così agile". In quella stessa frazione di secondo, misto alla sensazione di gioia e leggerezza, si insinua il pensiero su quello che saresti potuto essere se fin da piccolo non fossi stato investito dall'antisportività. Avresti potuto sviluppare costanza e determinazione nel perseguire i tuoi sogni, avere un fisico atletico, conoscere e frequentare tante persone, visitare tanti paesi e conoscere culture diverse.

Se non fossi stato così antisportivo, forse, sarei potuto essere tutto questo. Quel forse... a volte può far male.


http://www.parsonsdance.org






venerdì 6 gennaio 2012

L'importanza della cultura

I miei genitori hanno cresciuto me e mio fratello cercando di trasmetterci una serie di valori importanti quali l'onestà, l'amicizia, l'altruismo... l'importanza della cultura. Fin da piccoli siamo stati abituati a leggere, a comprendere l'importanza di ciò che altre persone hanno voluto trasmettere attraverso l'arte della scrittura (perchè di arte si tratta). Questo importante valore però ha avuto su di me un effetto secondario, cioè quello di generare una forma di attaccamento ai libri in quanto oggetti, oltre che al loro contenuto. Così colleziono quantità industriali di libri che, nel tempo, sono arrivati ad occupare l'ottanta per cento della mia stanza.

Tra i buoni propositi che mi prefiggo ogni anno c'è quello di liberarmi di una parte di questi libri; non certo buttandoli via, sarebbe un imperdonabile peccato, bensì donandoli a qualche biblioteca o scuola. Tempo fa ho effettuato una prima selezione mettendo da parte alcuni volumi da portare via e li ho temporaneamente spostati dalla camera alla sala. Il problema è che questi libri, nella nuova ubicazione, si sono trovati talmente bene da non essersi più mossi, rimanendo comodamente disposti su un mobile tra la sala ed il soggiorno, silenziosi, totalmente dimenticati da me... almeno fino a ieri.

Ieri pomeriggio infatti, dopo un pomeriggio di acquisti all'Ikea, io e mio fratello abbiamo iniziato a montare alcuni mobili. Ad un certo punto mio fratello mi dice "serve uno spessore di tre o quattro centimetri da mettere sotto per alzare questo mobile, altrimenti non si riesce a stringere quella vite". Detto questo si volta e prende da un mobile alle sue spalle (il famoso mobile tra sala e soggiorno) il volume "E. A Poe - tutti i racconti, le poesie e Gordon Pym", 892 pagine e quattro centimetri di spessore. Poco dopo abbiamo dovuto modificare alcune staffe e si è reso necessario raddrizzare alcuni particolari battendoli con il martello. La morsa ed il piano di appoggio erano in cantina, separati da noi da parecchi gradini e da quattro porte... troppi. Ecco improvvisamente che E.A Poe è tornato a rendersi utile...

Avevano ragione i miei genitori, l'importanza dei libri, il valore della cultura...

lunedì 26 dicembre 2011

Girlfriend configurator

Per il vero antisportivo tutto è fatica, anche uscire alla ricerca della fidanzata ideale. Navigando in rete ho scoperto un utile tool che permette, rimanendo comodamente seduti davanti al computer, di configurare la propria fidanzata ideale. E' possibile personalizzare i vestiti, il colore della pelle, il taglio dei capelli... 
Una volta individuata la donna dei propri sogni, si stampa la fotografia e si può uscire con le idee più precise alla ricerca della ragazza in carne ed ossa, senza inutile dispendio di energia; ci si può sedere al tavolo di un bar con dehor sulla via di maggior passaggio pedonale e, gustando un ottimo drink, attendere il passaggio della creatura angelica. 

Il prezioso strumento, messo a disposizione da H&M, nasce in realtà con l'intento di permettere ai navigatori e potenziali clienti di sperimentare una selezione di capi di abbigliamento su alcuni modelli. Ovviamente esiste anche la versione per il gentil sesso alla ricerca di fidanzato.

Potete trovare qui l'utile strumento



domenica 25 dicembre 2011

Apoteosi dell'antisportivo

In quale modo un antisportivo può concludere il pantagruelico pasto del giorno di Natale, dopo aver buttato in corpo una quantità di cibo capace di sfamare un'intera famiglia per tre giorni? Per esempio con una delicatissima panna cotta con coulis di lamponi.

600 ml di panna fresca
180 gr di zucchero
8 gr di colla di pesce
Rum (2 cucchiai)


150 gr di lamponi
100 gr di zucchero
Limone (una fetta)




Immergere i fogli di colla di pesce in acqua fredda e lasciarli a mollo per dieci minuti, fino a che si saranno completamente ammorbiditi. Mettere in un tegame la panna fresca, lo zucchero ed una spruzzata di Rum (2 cucchiai) e, mescolando il tutto, portare quasi ad ebollizione. A questo punto estrarre la colla di pesce dall'acqua fredda, strizzarla ed aggiungerla alla panna. Mescolare fino allo scioglimento della colla di pesce e quindi togliere dal fuoco. Versare il composto negli stampini, lasciare raffreddare per una mezz'ora e quindi mettere in frigo per almeno cinque o sei ore. Io ho preparato il tutto la sera prima e per il pranzo di Natale la consistenza era perfetta. Due parole sul Rum: è un'idea presa a piene mani da una ricetta di Gordon Ramsay che  lo preferisce alla più usata (ed abusata) vaniglia in quanto permette di sentire in modo più delicato il sapore della panna.

Per la preparazione della coulis con cui arricchire il nostro dolce, mettere in un frullatore i lamponi e lo zucchero, quindi spremere una fetta di limone (il succo di limone avrà un effetto antiossidante sulla coulis permettendo di mantenere un bellissimo colore rosso vivo) e frullare il tutto per qualche secondo. Passare il prodotto così ottenuto con un colino (aiutandosi con una paletta o un cucchiaio) e mettere in frigo per un ora.

Rovesciare la panna cotta in un piatto e decorare con la coulis di lamponi. A fine pasto stravaccarsi a peso morto sul divano, accedere la TV e pregare che quella quantità di cibo possa essere  smaltita al più presto perchè... l'ora di cena si avvicina.


lunedì 19 dicembre 2011

Tecnologica... luminosa

Avevo parlato della difficile ricerca di una bilancia in questo mio post. A distanza di tempo, girovagando per negozi alla ricerca dei regali di Natale, mi sono imbattuto in una serie di modelli tecnologici che, rapito dall'idea Vintage, non avevo preso in considerazione. Sensori per misurare la massa grassa e la percentuale d'acqua nel corpo, decine di memorie, display pieni di numerini tanto piccoli da poter essere letti solo a patto di avere 16/10 per occhio. Poi... la rivelazione, la Luminance di tefal, graziosa bilancia con il piano d'appoggio in vetro che si illumina in funzione del peso: verde se si è perso peso rispetto alla pesata precedente, arancione in caso di peso stabile, rosso se si è preso qualche etto.


Non è una meraviglia?